domenica 30 agosto 2009

Ignazio Marino alla Festa a Modena domani 31 ago alle 21 e i video di Milano


Domani lunedì 31 agosto alla Festa Democratica di Modena, alle 21,00 presso il Palaconad, interverrà Ignazio Marino, candidato segretario del Partito Democratico.

Per chi non l’avesse vista o fosse interessato a conoscere meglio le idee e proposte di Ignazio Marino, riproponiamo i video della presentazione della sua candidatura a Milano il 23 luglio scorso.











Vivi il PD, cambia l’Italia.
Non mancate domani sera lunedì 31 agosto!

venerdì 28 agosto 2009

I video dell'intervento di Thomas Casadei al confronto alla Festa Democratica di Monticelli (PC) il 26 agosto


Ecco i video dell’intervento di Thomas Casadei alla Festa Democratica di Monticelli (PC) il 26 agosto in occasione del confronto delle tre mozioni con Mariangela Bastico e Davide Baruffi.

Thomas Casadei pronuncia parole chiare e precise per un partito che fa quello che dice e dice quello che fa. Un partito credibile e coerente. Finalmente!







Vi segnaliamo il link all’articolo di Piacenzasera sulla due giorni piacentina di Thomas Casadei e sulla conferenza stampa del 27 agosto alla stazione di Piacenza, in cui ribadisce il suo no al nucleare e alla centrale di Caorso per le energie rinnovabili.

Ricapitolando: le proposte di Modena per il programma di Thomas Casadei


Ricapitolando ecco le proposte di Modena per il programma di Thomas Casadei, emerse lunedì sera 24 agosto.
Sono proposte aperte al commento e al contributo di tutti.
Se avete altre proposte da sottoporre a Thomas per farle entrare nel programma regionale della mozione Marino, fatecele pervenire entro il 4 settembre.
Il programma di Thomas Casadei è un programma che vuole crescere dal basso, aperto al cambiamento, al confronto e al contributo di chiunque voglia partecipare dicendo la sua.

Le proposte emerse riguardano i seguenti temi, che rimandano ciascuno al link con la proposta specifica:

L’ambiente e la salute

I diritti civili e delle persone omosessuali

La semplificazione amministrativa e la fusione dei comuni di piccole dimensioni

Il futuro del welfare per gli anziani

Le proposte dei Comuni dell’Area Nord

La cultura

Villa Sorra

Il PD che vorrei

Etica, giustizia e partito

Sono proposte circostanziate che non si limitano a sottolineare le criticità ma individuano i correttivi disponibili e che possono avere delle ricadute “democratiche” positive.
Se vi va di lasciare qualche commento nel blog o nel gruppo fb, il confronto e la discussione sono elementi caratterizzanti e imprescindibili della mozione Marino e del metodo di lavoro di Thomas Casadei.

Approfittiamo per ringraziare Paola e Marco che hanno già postato, in questo blog o scritto alla mail modenapermarino@pdmodena.it o nel gruppo di facebook, le loro idee e suggerimenti riguardo tossicodipendenze, cure psichiatriche, i giovani e il lavoro, unioni civili e civil partnership.
E’ proprio questo lo spirito giusto e il nostro scopo: alimentare la discussione e il confronto, prima della decisione, per decidere meglio.

Grazie a loro e soprattutto grazie agli autori delle proposte di Modena che presentiamo anonime come prodotto del lavoro di gruppo. Grazie per il vostro impegno che conosciamo e apprezziamo infinitamente.

giovedì 27 agosto 2009

Proposte di Modena per il programma di Thomas Casadei: etica, giustizia, partito



Proseguo le note già avviate con le precedenti mail, con alcuni approfondimenti, pur sempre sintetici per non appesantire la lettura. Mi auguro che sinteticità e schiettezza non si traducano in giudizio di sommarietà. Ometto le note sulla CULTURA, già inviate con una mail precedente e sinteticamente presentata nella riunione del 24 a Modena. Affronto ora i temi che mi stanno più a cuore, peraltro già accennati nel commento del 17/08 all'incontro di Fanano.
ETICA. Tralascio i diritti civili, su cui lavora un apposito gruppo, per soffermarmi sul concetto base di etica, peraltro fondamento della mozione Marino. Non basta appellarsi alla magistratura e rispettare il suo operato. Il problema va affrontato a monte; la magistratura interviene solo ex post. Il comportamento etico, la trasparenza, l'assenza di conflitti d'interesse, il mandato rappresentativo come assolvimento del bene comune - anche se a taluni appaiono come utopismi fuori tempo - devono essere i principi guida per la formazione e la selezione dei gruppi dirigenti e di rappresentanza. Chi sgarra, ma anche chi non è in odore di santità (ricordiamoci della moglie di Cesare) deve andarsene e sottoporsi a giudizio; della magistratura e del partito. Questa è la legge, non giustizialismo. Etica - ma anche buon senso, rispetto e pudore - comprende anche di evitare lo sfinimento di vedere sempre gli stessi, intercambiati tra di loro fino al ridicolo. Nella vita degli umani chi perde paga e se ne va. Anche a lavorare!
GIUSTIZIA. Non entro nel merito delle possibili riforme. Ci sono tanti avvocati, magistrati, costituzionalisti e docenti di diritto in Parlamento che rischierei il ridicolo. Il problema non è il riformismo. Il problema principale è il funzionamento. Se il 90% dei reati rimane impunito e il 10% che passa per tre gradi giudizio arriva solo tardivamente a conclusione, comporta un terrificante incentivo al reato. Se i reati economici vengono affievoliti con leggi "banana" o superati con i condoni, è lecito chiedersi perché ci si dovrebbe comportare civilmente. Le soluzioni, in primo luogo, stanno nel ripristino del funzionamento, pur garantendo ogni forma legittima di difesa:
- fissare tempi certi, invalicabili, per ogni operatore del settore, Si prenda la media temporale europea e la si applichi ai processi italiani.
- stabilire due gradi di giudizio
- rispetto della legge per tutti (anche per Cesare!)
PARTITO. Il PD deve diventare un vero partito e non un serbatoio elettorale, una messinscena per conquistare un posto di governo. Non sottovaluto la vittoria elettorale, perché concettualmente sono per governare e non per masturbarmi all'opposizione. Ma non è tutto. Deve essere una fucina di idee, una sede di confronto e una scuola di formazione dei quadri dirigenti e rappresentativi. I voti. il consenso si possono conquistare anche senza Porta a Porta (non sottovaluto il potere della tv! ma chi vuol capire capisca!). Che il segretario del PD concorra per diventare capo del governo è normale, ma non che il capo del governo nazionale, regionale, locale (incarichi pro tempore) siano coloro che dettano la politica del PD. Il partito è costituzionalmente, storicamente, idealmente concepito come soggetto atemporale, come elaboratore di idee e organizzatore di movimenti, che prescinde dai tempi dei mandati elettorali. Che il PD si appropri del ruolo che è proprio di un partito politico!
Per ora non vado oltre, però avrei alcune idee su ECONOMIA, RICERCA, USO DEL TERRITORIO. Le tengo per una comunicazione più ponderata, più utile forse per il programma regionale post congressuale.

Proposte di Modena per il programma di Thomas Casadei: il pd che vorrei



Il PD: un partito democratico/progressista a respiro maggioritario
.
Da tempo mi sono convinto della necessità, almeno nell’ambito democratico/progressista(di sinistra) di avere un unico grande partito. La eccessiva frammentazione ha portato alla situazione attuale e spesso l’interesse per la sopravvivenza del singolo partito non ha coinciso con il “bene comune”.
Mi sembra quindi importante che l’area progressista di centro sinistra si possa riconoscere in un unico grande partito dove il denominatore comune potrebbe essere: “dare a tutti le stesse possibilità di studiare, curarsi, lavorare etc.”. Chiaramente innumerevoli possono essere le declinazioni attuative di questa indicazione ma esiste pur sempre una differenza abissale dalla destra. La destra populista e conservatrice elargisce soltanto elemosine aumentando i suoi privilegi.
All’interno del PD ci saranno quindi discussioni, anche accese, sui provvedimenti da portare avanti ma, una volta deciso democraticamente all’interno del PD, maggiori saranno le possibilità di incidere realmente nella società per trasformarla secondo la nostra visione.

Il politico non è una professione: ricambio continuo e sistematico.
Altra convinzione che ho matuarato nel corso degli anni è che quella del politico (eletto in organi istituzionali e di partito ad alto livello) non debba essere una professione per tutta la vita ma soltanto una parentesi non eccessivamente lunga (penso ad un massimo di dieci anni). Dopo questo periodo si dovrà necessariamente tornare alla propria professione ed eventualmente, in un futuro non troppo vicino (penso ad almeno altri dieci anni), si potrebbe toranre a ricoprire i ruoli di cui sopra (sempre per un periodo limitato).
immagino una società nella quale la democrazia (almeno per quanto riguarda il centro sinistra) sia realmente partecipata, dove i circoli dei quartieri, dei comunii siano i luoghi dove si formano le idee e le proposte del centro sinistra.
Immagino un serie di regole all’interno dello statuto del PD che preveda queste limitazioni, che prevedano un ricambio continuo e sistematico.
Penso che la politica attiva, soprattutto ad alto livello, sia “mettersi a servizio degli altri”.
Non possiamo quindi ragionevolemente pretendere da ognuno di noi di essere sempre, per tutta la vita, “al servizio degli altri”.
Mi piacerebbe vedere proposte di legge che favoriscano l’ingresso e l’uscita dalla attività politica di alto livello di tutti i cittadini (artigiani, commercianti etc.) per i quali non sono al momento previste tutele per allentare il legame con la loro attività professionale e riprenderlo all’uscita del mandato.

Per l’Emilia Romagna.
Se non si riesce a livello del PD nazionale, proporre a livello regionale un regolamento che limiti ed eviti la presenza di persone che fanno politica per professione “a vita”.
Rompere del tutto quella consuetudine che vede persone impegnate prima come sindaci, poi come amministratori di società pubbliche, poi di nuovo consiglieri provinciali, poi a presiedere altra azienda pubblica, poi consiglieri regionali etc.etc.
Dobbiamo in Emilia Romagna avere la forza di rompere subito questa catena.
Molto è stato fatto. Non è però a mio parere sufficiente.

Partecipazione attiva: circoli, tessere ed albo/registro dei simpatizzanti.
“Partto solido, liquido, gassoso…”
Personalmente ritengo sia necessario un partito strutturato, con tanti circoli territoriali.
Penso sia necessario una partito che preveda una forma di associazione forte quale il tesseramente.
Dalla esperienza personale mi sembra però importante che possa essistere anche una forma di adesione meno forte del tesseramento. La dimostrazione la possiamo trovare confrontando il numero delle persone che hanno partecipato alle primarie con il numero degli iscritti.
Penso quindi ad una “albo/registro” dei simpatizzanti/sostenitori, da affiancare al tesseramento. Un albo nal quale si accede accettando i principi fondanti dle partito, lasciando i propri dati personali e di recapito ed un importo minimo (ad es 1 euro) come fatto durante le primarie.
Persone da contattare e coinvolgere a tutte le iniziative del circolo, utilizzando tutti i canali disponibili: email, sms e volantini/locandine.

Proporrei quindi alcune proposte operative per l’emilia romagna:
- circoli aperti tutti almeno una volta la settimana
- linea adsl in ogni circolo con una o due postazioni internet: per leggere e discutere insieme quanto si trova in rete. Per pubblicare opinioni. Per stampare volantini e locandini.
- bacheca (o più bacheche nella zona) del circolo: da tenere sempre aggiornata sia con temi nazionali che locali (ad esempio oper modena sarebbe già sufficiente pubblicare i comunicati stampa).
- integrazione bacheca cartacea/volantino/blog-sito: diffondere le stesse notizie con i vari mezzi a disposizione.

Emergenza informazione: il ruolo dei circoli e di internet.
E’ chiaro a tutti noi l’emergenza informazione nella quale viviamo: la TV è diventata lo strumento principe per veicolare informazioni e formare opinione. Il progetto P2 è pianamente operativo da decenni e l’informazione televisiova è tutt’altro che libera.
Penso che il PD debba fare tutto il possibile per far uscire l’Italia da questa situazione:
- denunaciando con sempre più vigore questa emergenza
- utilizzando canali alternativi alla TV per raggiungere tutti i cittadini.
A mio parere è quindi necessario che il PD elabori una serie di strumenti, connessi e complementari tra loro che permattano di veicolare informazioni.
Non solo internet, non solo email, ma ance volantini, locandine etc.
E’ sicuramente uno sforzo impegnativo ma a mio parere necessario per far uscire l’Italia da questa emergenza.

Dal punto di vista operativo vedi la proposta per i circoli al punto precedente.

No al nucleare: per una generazione diffusa e democratica dell’energia.
Un ulteriore contributo vorrei portarlo sulla questione energia. Penso che il PD debba ribadire un secco NO al ritorno dell’energia nucleare in Italia (non ora nelle motivazioni dettagliate).
Penso inoltre che il PD debba proporre una diversa bvisione della produzione di energia, non più basata su mega-centrali (quindi non solo nucleari) ma basata su una generazione diffusa dell’energia. Una generazione affidata a micro e piccole centrali (alimentate preferibilmente da fonti rinnovabili) connesse in rete tra loro. Una generazione “democratica” dell’energia che tenda progressivamente a diminuire il potere dei monopoli energetici (pubblici e/o privati).
Avere come obbiettivo l’autonomia energetica di ogni singola comunità/provincia/regione.

Per l’Emilia Romagna.
Modificare il piano energetico regionale mettendo più coraggio sia negli investimenti sulle neergie alternative, sia nella promozione della generazione diffusa.
Nodo cruciale è la distribuzione dell’energia: utilizzare, per quanto possibile, Hera (e le altre minicipalizzate): è sì una società quotata ma gli enti locali sono pur sempre i maggiori azionisti. Pensare quindi ad una rete distributiva che collega i vari microgeneratori diffusi mi sembrerebbe molto importante.

Mobilità sostenibile.

Un solo appunto più di forma che di sostanza: EMILIA METRO.
Dopo l’alata velocità, se ben ricordo, si passerebbe al potenziamento dle trasporto ferroviario locale.
da tempo mi gira per la tesa un nome da adare al progetto: EMILIA METRO.
Immagino questo servizio sulla falsariga degli “stop-train” olandesi: treni molto frequenti, che si fermano ovunque, che collegano diverse città di una stessa regione, con la possibilità anche di caricare la bicicletta.
Un esempio di fermate per la zona di Modena (abbiamo la fortuna che la ferrovia è parallela alla via emilia, asse viario sul quale si sviluppano molti insediamenti abitativi e produttivi): Modena stazione centrale, Modena Ipercoop, Modena Saliceto Panaro, Gaggio, Castelfranco, Cavazzona etc.etc. fino a Bologna.
Non servono stazioni ma (come in Olanda) banchine e ponte di attraversamento ciclo-pedonale.

mercoledì 26 agosto 2009

Proposte di Modena per il programma di Thomas Casadei: Villa Sorra



TEMA

Ambiente - Arte e Cultura - Economia verde

TITOLO

Villa Sorra: in un contesto di grande valenza storica, architettonica e ambientale, realizziamo una “vetrina” del territorio, della cultura e dell’economia, un parco agricolo “slow” per la valorizzazione della “food valley”

DESCRIZIONE

Villa Sorra è una delle più importanti ville storiche del territorio modenese. Nel suo parco troviamo quello che è considerato il giardino romantico più rappresentativo dell’Ottocento austro-estense, ed è forse il più importante giardino informale dell’Emilia-Romagna. Se i singoli elementi che costituiscono il complesso - villa, edifici rustici, serra, parco storico, rovine romantiche, vie d’acqua, poderi agricoli (120 ettari) - hanno tutti un rilievo non solo locale, la coesistenza degli stessi dà luogo a un campione di paesaggio agrario pre-industriale d’inestimabile valore storico e culturale. La villa e il giardino, infatti, inseriti nel territorio, danno vita a una sorta di museo en plein air nel quale la tenuta agricola, la casa padronale e il parco vanno a costituire un articolato complesso di grande rilevanza e suggestione, forse unico in Italia.

MOTIVAZIONI

Villa Sorra, oltre che emergenza di assoluto prestigio dal punto di vista culturale, architettonico e ambientale, riscoprendone la sua origine di azienda agricola, potrebbe divenire anche un centro produttivo e formativo nel settore enogastronomico e quindi una sede promozionale d’eccellenza delle nostre tipicità. In questo contesto di impareggiabile bellezza, si potrebbe ricavare una “vetrina” del territorio emiliano – romagnolo in un contesto a forte valenza culturale, storica ed ambientale. Accanto a un più tradizionale percorso “museale” e di rappresentanza che interesserà principalmente l’edificio nobile e il giardino storico, se prendiamo in considerazione l’antica estensione territoriale delle proprietà, sono evidenti le interrelazioni tra i poderi circostanti e la parte storica del complesso, luogo fisico dove la campagna di una volta incontra le moderne tecniche di coltivazione e trasformazione dei prodotti agricoli, riscoprendone le antiche tradizioni e insieme promuovendone l’immagine. Quello che era il centro dell’attività agricola dei conti Sorra potrebbe essere ripensato oggi, mantenendone l’originaria vocazione produttiva, come un atelier della produzione agricola di qualità del nostro territorio, in un’ottica di valorizzazione delle sue peculiarità, dei sapori antichi e delle tradizioni. Si potrebbe ricreare quell’abbinamento tra residenze aristocratiche e giacimenti enogastronomici che oggi caratterizza diversi importanti progetti di valorizzazione di edifici storici, ma che qui potrebbe consentire di abbinare la promozione effettuata negli spazi nobili di rappresentanza alla visione, a pochi metri di distanza, dei luoghi di produzione e trasformazione dei prodotti agricoli. Un luogo dove far risaltare lo stretto legame che intercorre tra le produzioni di qualità locali e la tradizione contadina, che potrebbe andare a costituire un grande parco agricolo “slow” per la promozione dell’agricoltura “buona, pulita e giusta”. Una destinazione coerente con lo sviluppo della new economy, che non è solo informatica e telecomunicazioni ma anche cultura, tempo libero e qualità ambientale. Uno scenario dove realizzare un’azione innovativa di marketing territoriale, un progetto per promuovere un’idea di sviluppo economico locale compatibile con l’ambiente, di particolare interesse dal punto di vista culturale, educativo, ambientale, turistico e promozionale, in grado di attirare risorse e di mantenere e rafforzare la finalità pubblica di Villa Sorra.

Proposte di Modena per il programma di Thomas Casadei: la cultura



Cultura

La Cultura è una delle grandi categorie di impegno civile, politico e personale. Cultura come uno degli elementi centrali del modello di società (come Democrazia, Legge, Governo, Economia, Lavoro, Solidarietà).
Non trovo quindi appropriato che nella lista finale dei temi ci stia Arti e Cultura; le Arti sono soltanto una delle tante espressioni dell’attività culturale. La Cultura, in senso lato, è lo specchio della società.
In quanto categoria generale - modus vivendi e modus operandi dell’individuo, come di un sistema politico - difficilmente è “regionalizzabile”. Tuttavia, dai territori possono/debbono partire idee e attuazioni di progetti, visti come arricchimenti autonomi di una visione complessiva. Dunque, progetti politici, distinti da quelli dei governi di ogni livello. Progetti che prescindono dalla durata dei governi pro-tempore, ma capaci di raccogliere/individuare problematiche, di analizzarle per capirle e renderle indirizzi di iniziative, fonti di impegno.
Come prima necessità della politica culturale ritengo necessario un coordinamento delle diverse attività, pur nell’ottica di una difesa di principio dell’autonomia di ogni centro operativo da considerare come fonte di arricchimento e manifestazione di democrazia. Basilare sarà la conoscenza di quanto accade ai diversi livelli, in termini di qualità delle iniziative e di spesa della comunità per individuare modalità sinergiche ed economie di scala. A mio avviso la spesa della comunità per la cultura va ampliata, ma non necessariamente in termini assoluti. Nelle mie qualità professionali – prima come dirigente pubblico, poi come editore privato nel settore storico-artistico (quindi e purtroppo ormai in là con gli anni) – opero da sempre nel mondo culturale. La mia impressione è che si spende in modo diseguale, a pioggia e, a volte, senza precise finalità e responsabilità. I doppioni sono tanti e la dispersione notevole.
Altro obiettivo: la finalizzazione delle attività e degli interventi e la preventiva conoscenza delle possibili conseguenze. Il capitolo è enorme e riguarda sia l’individuazione degli obiettivi come le azioni per realizzarli e gestirli. Questo è un tema metodologico e credo riguardi la Cultura come tutte le altre attività. Nel caso della Cultura, spesso per ragioni di consenso, ci siamo più preoccupati dei contenitori che dei contenuti, più dell’istituzione di nuove cattedrali che dell’esistenza e della formazione dei “chierici” idonei, della loro competenza e delle loro funzioni. Tutti sappiamo che la spesa pubblica è enorme e con modesta redditività per la collettività. Parlare di coordinamenti, di sinergie, di redditività – anche nel campo culturale (compresi i Festival, i Premi e l’Università) – non è reazionario o lesivo delle singole autonomie, ma rispetto democratico delle aspettative dei cittadini.