giovedì 1 ottobre 2009

Nasce anche a Modena il Comitato “Giovani per Ignazio Marino”



Continuano ad aumentare le adesioni al neo-costituito Comitato “Giovani per Ignazio Marino” di Modena.

Ne è la portavoce Giulia Morini, 21 anni, di Modena laureanda in Scienze dei Servizi Sociali.

Giulia, che è anche la più giovane consigliera comunale di Modena e segretaria del circolo PD di Albareto (MO), motiva così la scelta di costituire il comitato di giovani a sostegno della candidatura di Marino a segretario nazionale del Partito Democratico:



“Abbiamo deciso di appoggiare la mozione di Ignazio Marino perché la classe dirigente del Partito Democratico, in un momento di sofferenza per tanti come questo, deve recuperare il significato vero e profondo della responsabilità collettiva. Davanti allo sfacelo politico, morale, culturale di questa destra, il PD deve parlare dei problemi veri del paese, ammettere i propri errori e da questi partire per fare di più con coraggio, innovazione e discontinuità rispetto al passato. La mozione di Ignazio Marino è l’unica in grado di conferire un’identità precisa al partito e calarlo nella realtà.”



Tra le molte adesioni di giovani democratici anche quelle di: Juri Fontana, di Maranello, membro dell’assemblea regionale costituente del PD; Stefano Zona, di San Possidonio, medico e capogruppo PD in consiglio comunale; Daniele Silvestri, di Formigine, consigliere comunale; Francesco Lodi, di Carpi, progettista software per il biomedicale; Francesco Bonacini, di Modena, ricercatore chimico; e Giuseppe Varini, di Castelnuovo Rangone, imprenditore agricolo.



Contatti ; modenapermarino@pdmodena.it

http://modenapermarino.blogspot.com

martedì 15 settembre 2009

La recensione del Cardinal Martini al libro di Ignazio Marino


[...] Emerge cosi chiaramente che quell'espressione «nelle tue mani» non si riferisce soltanto ad altri, ma tocca anche in prima persona ciascuno di noi, che sente di essere «nelle proprie mani».
Così vengono a collegarsi i due elementi, cioè la forza della medicina e il sapiente e prudente giudizio della persona. I progressi dell'arte medica potrebbero portare avanti per molto tempo, usufruendo di macchine spesso complicate, anche una esistenza senza, più coscienza ne contatti con il mondo circostante, ridotta a pura vita vegetativa. Qui interviene il giudizio prudenziale non solo del medico, ma anzitutto della persona interessata o di chi ne ha la responsabilità, per distinguere tra mezzi ordinari e mezzi straordinari e decidere di quali mezzi straordinari vuole ancora servirsi.
Il libro esamina tanta di questa casistica e lo fa non tanto con assiomi generali, ma con la memoria di fatti avvenuti, di cui l'autore è stato testimone in prima persona. Una tale situazione in cui la vita fisica si trova in pericolo è anche l'occasione per descrivere da vicino i problemi e i dilemmi che si pongono al malato come al medico e a tutti coloro che hanno a cuore il malato stesso. Le enormi possibilità della scienza medica pongono non di rado di fronte a situazioni in cui è molto difficile stabilire che cosa sia un «rimedio ordinario», cioè quegli strumenti che ciascuno è tenuto, non per obbligo legale, ma per dovere e impulso inferiore, a utilizzare, e che cosa siano invece quei «mezzi straordinari» che il malato o chi lo rappresenta, può decidere per ragionevoli motivi, di utilizzare o di respingere. Nasce qui quella domanda che vediamo emergere sempre più distintamente nel dibattito pubblico: fino a che punto può e deve spingersi la medicina? Certamente, come afferma l'autore «è dovere del medico non accanirsi, sapersi fermare quando non c'è più nulla da fare anche se questo provoca frustrazioni e sconforto». Ma quando si verificano questi casi, che vorremmo ancora chiamare «estremi», in particolare quando «c'è uno stato che non solo impedisce di esprimersi e di relazionarsi col mondo esterno, ma blocca la coscienza e riduce la persona a un puro vegetare e tale stato si rivela, dopo un attento e prolungato esame, come irreversibile?» [...]

Carlo Maria Martini

Qui la recensione completa del Cardinal Martini

“Scelgo Marino perché…”



Aumentano le adesioni al Comitato Modena per Marino, oggi quella di Giulia Morini


Mentre la fase congressuale entra nel vivo, continuano ad aumentare, soprattutto tra i giovani, le adesioni al Comitato Modena per Marino.
Tra le nuove adesioni anche quella di Giulia Morini, 21 anni, di Modena laureanda in Scienze dei Servizi Sociali.
Giulia, che è anche la più giovane consigliera comunale di Modena e segretaria del circolo PD di Albareto (MO), motiva così la sua scelta:

“Ho deciso di appoggiare la mozione di Ignazio Marino perché la classe dirigente del Partito Democratico, in un momento di sofferenza per tanti come questo, deve recuperare il significato vero e profondo della responsabilità collettiva. Davanti allo sfacelo politico, morale, culturale di questa destra, il PD deve parlare dei problemi veri del paese, ammettere i propri errori e da questi partire per fare di più con coraggio, innovazione e discontinuità rispetto al passato. La mozione di Ignazio Marino è l’unica in grado di conferire un’identità precisa al partito e calarlo nella realtà.”

lunedì 14 settembre 2009

Un partito a respiro maggioritario significa autonomia e saper aggregare


[...] Il Pd o è partito autonomo, forte e aggregatore, o non è. E se pensiamo che per vincere dobbiamo decidere delle alleanze prima di sapere chi siamo, chi siamo non lo sapremo mai. Ecco perché ho detto che mi sembra difficile, oggi, un’alleanza strategica con l’Udc, da cui ci dividono valori identitari (altra cosa la possibilità di progetti locali, sulla base di programmi amministrativi comuni e dell’autonomia di ogni territorio).

Il Pd (che ho in mente) è una forza che non teme di compiere scelte chiare sui temi che oggi dividono, di dire che stiamo dalla parte dei diritti delle persone, che difendiamo un’idea di laicità come metodo di discussione e decisione, senza sentirsi depositari della verità, ma con il dubbio che permette di ascoltare l’altro e di rispettare le decisioni prese a maggioranza.

I diritti civili, la vasta sfera di questioni che toccano la vita, la salute, le libertà delle persone e l’equilibrio con l’ambiente non sono temi marginali, ma indicano, appunto, la nostra identità di forza progressista. [...]

Qui potete trovare l'intervento completo di Ignazio Marino

Lettera di Ignazio Marino agli iscritti



Cara iscritta, caro iscritto,

sono Ignazio Marino, il terzo uomo: il candidato fuori dagli schemi, fuori dagli apparati, fuori dallecorrenti e dalle appartenenze passate.

Due anni fa abbiamo dato vita al PD per guardare al futuro, per riportare giustizia, affermare il merito,per mettere al centro le persone, dare loro coraggio. Ma non ci siamo riusciti, non abbiamo ancora identità, idee e proposte chiare. Perdiamo consensi anziché guadagnarne.
Ecco perché ho deciso di candidarmi: voglio un PD capace di sostenere idee chiare e forti, efficaci nel rispondere alle paure delle persone e nel dare loro nuove speranze.

Non mi riconosco in questo PD che parla con tante voci quante sono le correnti. Chi mi sostiene parla con una voce sola, dice si e no netti: si al contratto unico, al salario minimo garantito, al reddito di solidarietà; no al nucleare; no ai respingimenti e si a regole chiare per l’immigrazione; si alle unioni civili, si al testamento biologico. E, ancora, si al diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia, si all’energia rinnovabile, si alle pari opportunità e al merito, si al rapporto diretto tra elettori ed eletti con primarie e collegi uninominali.

È con questo spirito che affronto il congresso, senza paura, senza rendite di posizione, consapevole che serve un salto in avanti e che dal confronto democratico uscirà un PD più forte e unito.
Ho stima di Dario Franceschini e Pierluigi Bersani, hanno un’esperienza politica molto più lunga della mia, rappresentano elementi importanti della nostra storia, hanno avuto responsabilità politiche e di governo già nel secolo scorso.

Ma alla mia proposta di un confronto pubblico per permettere agli iscritti di valutare cosa abbiamo da dire e scegliere quali idee preferiscono, Franceschini e Bersani hanno detto no: propongono di confrontarsi solo dopo l’11 ottobre, invocando il rispetto per gli iscritti. Ma proprio non capisco: è più rispettoso degli iscritti fare un confronto prima che si chiudano i congressi dei circoli o quando tutto è finito?

Il partito che ho in mente è laico, federale, decentra le risorse sul territorio, considera iscritti e circoli i veri “capi” dell’unica corrente che vorrei: la corrente dei circoli.

Vi invito a leggere le nostre proposte, a partecipare tutti ai congressi di circolo, a scegliere su idee e valori che preferite.

Bersani e Franceschini hanno dalla loro strutture e apparati invidiabili, e tuttavia penso che il significato della mia candidatura sia più forte e capace di parlare al cuore e al cervello di quei tanti italiani che non fanno ancora parte del nostro PD.
È arrivato il momento in cui il coraggio deve prevalere sulla timidezza, è arrivato il momento di rischiare con entusiasmo, di investire sul futuro, per vivere il PD e cambiare l’Italia.

giovedì 10 settembre 2009

No alle primarie all'italiana, si al confronto pubblico!



No alle primarie all'italiana! Il bel video della campagna di Ignazio Marino per chiedere il confronto pubblico con gli altri candidati, breve e ironico. Da vedere.

domenica 6 settembre 2009

L'intervista di Thomas Casadei a Freelab


Ecco l'ottima intervista di Thomas Casadei a Freelab, il portale di informazione di Pavullo nel Frignano. Sito interessante e da tenere d'occhio.